… suddivido le dotazioni impiantistiche di un edificio in quatto grandi “categorie” di spesa:

  • Impianti di base;
  • Impianti indispensabili;
  • Impianti obbligatori;
  • Impianti accessori (o voluttuari).

Alla prima appartengono tutti quelli essenziali, senza dei quali alcun immobile ha motivo di essere realizzato o utilizzato. Molto semplicemente, un alloggio, un ufficio o una qualsiasi attività commerciale, non potrebbe non avere un impianto idrico, un impianto fognante e un impianto elettrico. Persino un semplice box o deposito, non potrebbe non essere dotato di almeno un impianto, in questo caso quello elettrico.

Quelli indispensabili, della seconda categoria, sono tutti quegli impianti legati alla destinazione d’uso dell’edificio o all’attività svoltavi: un impianto TV per un appartamento; un controllo accessi per un parcheggio a pagamento; un impianto di sollevamento per un’industria; ecc.

Alla terza categoria appartengono tutti quelli che, per un motivo o per l’altro, sono prescritti per legge; in genere, la loro realizzazione dipende da specifiche norme o assoggettamenti. Ad esempio: un impianto EVAC (evacuazione) per un ospedale; un impianto antincendio per un ipermercato; ecc. Anche una semplice abitazione potrebbe esserne assoggettata: per una villa isolata, per esempio, potrebbe essere obbligatorio realizzare un impianto di protezione dai fulmini, qualora la verifica normativa risultasse positiva.

A questa categoria appartengono anche tutti quegli impianti esposti nel precedente articolo che, dovendo rispettare i requisiti minimi di legge, risultano sempre più “obbligatori”: produzione di energia da fonti rinnovabili, ecc. Molti di questi ultimi impianti, purtroppo, sono in molti casi sottovalutati, e tante volte ignorati, dagli stessi progettisti o committenti. Vedi ad esempio l’impianto di trattamento delle acque di prima pioggia, regolamentato dalle Regioni ma quasi sempre omesso nei nuovi progetti.

Infine, vi sono tutti quegli impianti “accessori” che, per motivi di abbattimento dei consumi, di sicurezza, di benessere, ecc. sono quasi sempre direttamente voluti dal committente: può essere un comune impianto antintrusione o di videosorveglianza, come un impianto domotico o di building automation.

Riprendendo il discorso su quelli “obbligatori” della terza categoria, val la pena di osservare che questi, proprio perché derivanti da specifici assoggettamenti (Leggi, Decreti, Regolamenti, ecc.), oltre ad essere progettati strutturalmente e dimensionalmente, devono essere definiti e classificati in funzione di specifiche norme: Prevenzione Incendi, Efficienza Energetica, CEI, UNI, CTI, ecc.

Proprio questi ultimi aspetti sono trattati in altri specifici articoli.

In un’apposita tabella, ho elencato tutti i possibili tipi di impianti installabili negli edifici, suddividendoli in: impianti di base, consigliati e obbligatori: vedi Tabella degli impianti da installare negli edifici >>>

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